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Carabiniere ucciso a Roma

Cronaca Romana

Carabiniere ucciso a Roma, confessa uno degli americani fermati: “L’ho accoltellato io”

Mario Cerciello Rega, 35 anni, è stato ucciso da otto coltellate. Gli americani hanno 19 anni. Secondo la ricostruzione dei magistrati, i giovani hanno derubato un pusher da cui sono stati truffati, per poi provare a ricattarlo. Ma lo spacciatore si è presentato all’appuntamento, pochi minuti dopo, con i carabinieri in borghese.

Dalla colluttazione ha avuto la peggio il vicebrigadiere di Somma Vesuviana. Tanti i punti interrogativi sulla vicenda. Lunedì i funerali del carabiniere.

Cercavano droga, hanno derubato un pusher. A cui poi hanno chiesto dei soldi per restituirgli la borsa. Ma lui è andato all’appuntamento accompagnato dai carabinieri in borghese, ai quali aveva raccontato di essere stato scippato.

Poi è scoppiata la colluttazione, nella quale ad avere la peggio è stato uno dei militari. È la ricostruzione messa insieme dai magistrati inquirenti sulla morte di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere di 35 anni ucciso a Roma nella notte fra giovedì e venerdì, con otto coltellate di cui una mortale al cuore. Indagini che hanno portato al fermo di due 19enni statunitensi.

Uno di loro, incalzato dagli investigatori, alla fine ha ceduto, confessando l’omicidio del carabiniere. “Sono stato io, l’ho ucciso io”, ha detto il ragazzo dai capelli mesciati, che insieme all’amico era nella Capitale per una vacanza-studio.

 

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